PROPOSTA PER LA COSTITUZIONE DI UN COORDINAMENTO NAZIONALE
CHE LAVORI ALLA COSTRUZIONE DI UN PROGETTO POLITICO PROGRAMMATICO
PER IL PAESE (RETE DEL BOTTONE)

1- Tutti i progetti riformisti più seri in Italia sono nati dall'alto. La classe politica non è mai riuscita a intercettare i grandi movimenti dal basso ed a saldare le sue proposte con le spinte dei grandi soggetti sociali:
Per la sinistra italiana, i movimenti dal basso sono stati importanti solo per la loro traducibilità in azione politica¸ il conflitto veniva capitalizzato come risorsa da spendere nell'opposizione parlamentare, era un approccio strumentale che precludeva alla sinistra una visione fisiologica del conflitto che è l'ambito più efficace e democratico per selezionare la classe dirigente. Il conflitto veniva e viene visto dalla sinistra  come una patologia della società, una anomalia da "correggere" e "neutralizzare".  La società pacificata, normalizzata, strutturata intorno al principio gerarchico del "ciascuno al suo posto", definisce così l'orizzonte politico della sinistra. Questa concezione della politica è più incline alla staticità che al dinamismo e crea una compagine che si dimostra una efficiente e poderosa macchina organizzativa, ma che ha enormi limiti sul piano dell'innovazione. Il risultato è che oggi gli eredi della sinistra non hanno nessuna possibilità di dialogare con i nuovi movimenti che attraversano la società

2- Se si vogliono affrontare le questioni poste dai nuovi fermenti della società, occorre al più presto entrare nel vivo dei problemi sociali ed economici, individuando le tematiche che sono il fondamento di un progetto politico da presentare al Paese.
Queste tematiche sono:
Giustizia e legalità  - Due azioni urgenti sono necessarie:
1. una forte delegificazione
2. una semplificazione delle le procedure, affinché il processo giunga alla sentenza in tempi ragionevoli.
Per quanto riguarda la legalità è necessario ripristinare e rendere efficienti i controlli di legalità, definendo una chiara distinzione tra controllori e controllati.
Lavoro - La normativa deve essere ispirata ad un welfare centrato su sistemi informativi e formativi e su ammortizzatori sociali dignitosi e universali, dando un significato di equità, difesa e tutela decorosa per tutti i lavoratori (compresi gli immigrati, facilitandone in questo modo l'integrazione).
Scuola - Deve garantire una libera formazione culturale, impedendo disuguaglianze sociali e garantendo a tutti la possibilità di accesso al processo formativo.
Sanità - Deve rispondere in modo chiaro ed inequivocabile al diritto alla salute, sancito dalla nostra Costituzione. L'accesso ai servizi sanitari deve essere garantito a tutti i cittadini.

I punti sopra elencati rispondono ai dettami costituzionali italiani ed europei.

3- Per poter lavorare su questo progetto, occorre pensare ad un coordinamento molto leggero e non gerarchico e ad un'organizzazione come di seguito indicato.
a) costituzione nelle varie città di piccoli gruppi, composti da esponenti della società civile, con un elevato profilo morale ed intellettuale, preparate e impegnate sul piano sociale;
b) il coordinamento sarà fatto tramite la rete Internet, predisponendo un sito adeguato, accessibile a tutti i gruppi, con possibilità di scambio di notizie ed esperienze;
c) creazione di un giornale telematico in cui gli aderenti potranno mettere in rete le informazioni del loro territorio, dando notizia delle iniziative e attività prodotte dal movimento. Il giornale potrà essere riprodotto in formato cartaceo nelle varie realtà per essere distribuito attraverso i canali socio-culturali;
d) i gruppi iniziali si impegneranno a promuovere incontri in altre città, per diffondere e far conoscere il movimento;
e) creazione di evento nazionale in cui trattare e approfondire gli argomenti elencati al punto 2, con laboratori che producano proposte fattive da pubblicare per la costruzione di un progetto per il Paese.

La concretizzazione del coordinamento (inizialmente costituito tra le città di Torino, Milano, Genova, Firenze e Cuneo) partirà con un incontro dei primi gruppi ad Alba (CN) in data per ora da destinarsi.
L'evento sarà preceduto da una conferenza stampa a Milano.

Prendendo spunto da una frase di Giovanni Falcone, citata da Francesco La Licata nel suo libro sul magistrato («Sì, io sono siciliano e per me la vita vale meno di questo bottone»), il movimento (o coordinamento) potrebbe assumere la denominazione de "
La rete del bottone", da cui si possono ricavare innumerevoli suggestioni simboliche e di significato.